post delle: 13:16 |
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altro, divertenti, lesya;
ho passato l'esame di teoria della patente
post delle: 13:37 |
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Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti era affllitta da una quasi costante infelicità.
Per risolvere il problema di questa infelicità furono suggerite varie proposte, ma queste perlopiù concernevano lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che a essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta.
(Douglas Adams, guida galattica per autostoppisti)
post delle: 16:59 |
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lesya;
tanto che non scrivo...
ma queste le dovreste assolutamente vedere
http://www.flickr.com/photos/bousserez/sets/72157594266762278/
post delle: 12:18 |
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con cosa si fa la lana di vetro?
con le pecore di murano!
Cosa ci fa uno sputo su una scala?
Saliva.
"Non so se mi spiego..." disse il paracadute.
"Non so se mi spiedo..." disse un pollo sul girarrosto.
post delle: 10:59 |
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barzellette;
who watches the watchmen?
post delle: 16:45 |
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film;
e' vero, ne ho subito tanto nella mia vita, ma oggi non me lo aspettavo, me ne sta arrivando a vagonate e l'effetto sorpresa mi ha colto del tutto impreparato
post delle: 15:44 |
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lavoro, lesya;
passeggiando per il bosco un maestro zen incontro' una tartaruga e le domando': "che fai"
e la tartaruga gli rispose "corro"
il maestro allora noto' che l'animale era cosi' lento che le sue tracce venivano gia' cancellate dal vento
"capisco" le rispose e se ne ando'
post delle: 17:30 |
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ho una non cosi' vaga idea di cosa succedera' in futuro.
sentire sempre la stessa frase mi arrivera' presto alla noia e innalzero' barriere contro tutti per difendere le mie scelte.
e no, non ho imparato dal passato, anche se l'ho fatto, ma a voi cmq non interessa
post delle: 11:21 |
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lesya;
... peso
... il mio
... 79
... troppo contento
post delle: 10:34 |
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lesya;
l'eloquio spontaneo è adorabile, adorabilmente corretto dal punto di vista formale e del contenuto.
il tono dell'umore è adorabile, non presenta disturbi del pensiero nè della sensopercezione.
Comprende le consegne in modo adorabile e le esegue adorabilmente.
post delle: 16:11 |
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divertenti;
20:36 domenica 12 ottobre 2008
post delle: 21:24 |
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lesya;
ci sono ancora, tante, piu' di quante potessi immaginare.
solo ho scelto una forma piu' privata di quella del blog, ne ho bisogno.
non si offendano gli amici e le sorelle, al momento va un po' cosi'.
tanto poi lo sapete che vi tengo sempre aggiornati.
post delle: 13:31 |
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ci sono tanti pensieri nel mondo, a volte mi sembra confluiscano tutti nel mio cervello per incasinarmi la vita, altre volte se ne vanno lasciandomi solo.
tutto questo e' cosi' assurdo e incredibile
post delle: 20:35 |
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tanto e' passato per questi schermi e tanto altro ne passera' ancora.
io stavo per esplodere e finalmente ieri, anche se in minima parte, ho potuto condividere.
ora mi sento meglio
grazie
post delle: 09:01 |
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amici, lesya;
Un tipo va dal dottore e gli dice:
Dottore, dottore, nessuno mi da' retta...
Avanti il prossimo!
post delle: 15:41 |
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barzellette;
me lo aspettavo.
ho smesso di scrivere, e' normale per come sono fatto, solo non mi fa piacere.
post delle: 14:08 |
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lesya;
e' cosi' difficle seguire questa cosa.
ne sono trascinato via, felice di questa folle velocita' ed incredibile impresa.
e poi il sentirmi continuamente cosi' pieno da un'altra sostanza al mondo che mi circonda
post delle: 13:50 |
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lesya;
a volte dicono delle cose geniali su di me
Luca, tu sei quello che si butta contro la locomotiva per fermarla
post delle: 16:49 |
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amici, lesya;
tutto cosi' indescrivibile
tutto cosi' infinito
tutto cosi'
tutto
cerco di spiegare, cerco di capire, cerco, eppure non ci riesco.
l'armonia e la gioia pervadono il mio corpo svutandolo dagli scarti e riempientolo di ebrezza e non ricordo momenti piu' felici
maledetto vocabolario
post delle: 03:37 |
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lesya;
un carissimo amico non vorrebbe farmi la paternale, non e' il suo genere e non gli piace farlo (o almeno non con me), pero' mi vuole bene e cerca di mettermi in guardia (maledette donne), e io lo ringrazio infinitamente per questo.
tutto quello che posso dire da parte mia e' che pero' sto' molto tranquillo, al momento c'e' solo una persona che mi potrebbe fare del male, e non me ne fara'.
post delle: 13:49 |
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amici, lesya;
la prima volta che ho letto questo libro ne ho capite alcune parti, ma non tutte.
ieri sera mi e' tornata in mente questa parte, trovo sia appropriata:
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
"Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupery
post delle: 14:33 |
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post delle: 09:45 |
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e questa come cazzo la spiego?
tramutando
e' assurdo, tu sei convinto di correre, e stai correndo, vedi il paesaggio intorno a te sfocato, e fai per guardarti indietro, ma d'improvviso ti accorgi che e' quasi come non ti stessi muovendo, e che invece l'altra persona sta volando senza toccare per terra.
ed e' una strada assurda quella, ma tu la vuoi percorrere, assolutamente.
ma io ho paura di volare, sono cascato, e ne porto i segni
ma questa non me la voglio perdere, e' cosi' bello lassu'
post delle: 22:36 |
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lesya;
sinestesia
I wouldn't have thought that a strange hat could make me so joyful, and not only me.
puo' essere "dolorosa" in qualche modo, e ne capisco il motivo, ma rimane una cosa bellissima
post delle: 16:41 |
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amici, lesya;
mi mancate
post delle: 23:10 |
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lesya;
se solo non amassi cosi' tanto questa citta' e le persone che ci sono dentro non esiterei un attimo a "lavorare" affinche' questo week end fosse la normalita'.
grazie comunque di tutto
post delle: 13:59 |
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amici, lesya;
Lorenzo e' partito, anzi, in verita' partira' domani ma poco cambia.
ho fatto corse assurde e pagato supplementi non indifferenti ma non volevo mancare alla cena di addio.
la faccio melodrammatica ma tornera' tra un anno, pero' e' strano vedere chi ci sta piu' o meno vicino prendere e andarsene.
ancora non mi rendo conto cosa deve aver rappresentato per i miei amici la decisione presa 4 anni fa, come devono essersi sentiti, cosa devono aver provato.
un ringraziamento extra a Marco che mi e' venuto a prendere e mi ha riportato e alla sister per la cena, era squisita
p.s.
trovo sempre un modo per parlare solo e comunque di me stesso, quanto sono fottutamente egocentrico
post delle: 13:58 |
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amici, lesya;

due piccoli parenti acquisiti.
la cui foto aggiungo solo ora perche' sono un, boh, credo il termine giusto sia qualcosa come zio, degenere (sono le figlie di mia cugina).
prima o poi credo proprio la dovro' fare una scappata a Parigi a trovare Fiammetta e suo marito.
mi sento abbastanza scemo per aver tagliato certi rapporti, anche se mi capisco perfettamente.
post delle: 13:52 |
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lesya;
e dire che e' difficile che mi arrabbi sul posto di lavoro.
ma io dico, gia' la sicurezza e' nulla (vogliamo parlare di accesso in http con utenza di root sul server?) e tu, per "aumentare" la sicurezza, mi proponi di mettere un'altra password?
ma porca miseria, a parte che da quel poco che so io di solito i siti si "bucano" non tramite un "attacco bruto" sulle password, e poi se proprio fosse quello il "punto debole" non e' che portando la password da 1 a 2 cambi qualcosa (a parte il tempo).
mavavavavavava
post delle: 13:44 |
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lavoro;